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Adrian Nelson
Adrian Nelson

Tutti In Piedi 2018



Cosa succede se ci si innamora di una persona disabile? L'amore, alla fine, si dimostrerebbe più forte delle considerazioni razionali? Io credo di sì, ed è il motivo per cui ho deciso di fare questo film. Così Franck Dubosc, produttore, sceneggiatore, interprete e, per la prima volta, anche regista di Tutti in piedi, spiega la genesi della sua opera prima, uscita nelle sale nel 2018. Tutti in piedi è una commedia francese su Jocelyn, imprenditore di successo e instancabile viveur, bugiardo incorreggibile, costantemente alla ricerca di nuove conquiste femminili, interpretata da Alexandra Lamy, Caroline Angiade, Claude Brasseur, Gérard Darmon ed Elsa Zyiberstein. Il senso del film, secondo la protagonista Alexandra Lamy è: Tutto è possibile, basta volerlo. Bisogna munirsi degli strumenti necessari e lottare.




Tutti in piedi 2018



Jocelyn (Franck Dubosc) è un uomo d'affari di successo, un inguaribile seduttore e un bugiardo incallito. Un giorno, a causa di un malinteso, viene scambiato per disabile dalla vicina di casa della defunta madre, la giovane e sexy Julie. Per conquistarla, Jocelyn decide di approfittare del fraintendimento. L'equivoco, che inizialmente sembra essere solo un gioco divertente, diventa complicato quando Julie gli presenta sua sorella Florence (Alexandra Lamy) che, costretta su una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale, non ha perso la voglia di vivere a pieno e sembra abbattere qualsiasi barriera col suo irresistibile sorriso. È allora che, in bilico sull'esile filo di una insostenibile bugia, Jocelyn inventa una doppia vita: una in piedi e una sulla sedia a rotelle.S


Jocelyn sembra stigmatizzare i cliché e i pregiudizi sulle diversità. Era questa la tua intenzione?Certamente. Volevo dimostrare come tutte quelle cose stupide che l'ignoranza spinge a dire, spariscono quando guardi una persona con amore. Tout le monde debout (Tutti in piedi) si riferisce in maniera particolare a Jocelyn, per dirgli: alzati, sollevati, elevati. Perché alla fine, è lui quello con il vero handicap.


In effetti c'è una scena molto bella e romantica, che si svolge in una piscina. È stata scritta esattamente come la vediamo nel film?Si, era stata scritta proprio così. E devo fare i miei complimenti a tutti i nostri tecnici. Cercavamo una casa con una piscina che avesse un fondo mobile telecomandato, tu dirai, perché? Perché cercavo di ipotizzare come potesse andare la loro prima volta e, come puoi immaginare, non volevo che succedesse in un letto. Nella piscina, dopo cena, quando il fondo si inclina, loro iniziano a galleggiare, le sedie affondano, ed è quello il momento in cui li vediamo finalmente liberi da ogni costrizione.


Come hai scelto il cast femminile che ti ha accompagnato in questa avventura e, in particolare, Alexandra Lamy, nel ruolo di Florence?Cercavo un'attrice sulla quarantina, bella, fresca, raggiante e piena di vita... un'attrice molto brava che fosse in grado di farci dimenticare il suo handicap, e che facesse parte della mia famiglia di colleghi attori. Ho pensato immediatamente ad Alexandra, che aveva tutti i requisiti. Il regista Eric Lavaine mi aveva detto almeno cento volte quanto fosse facile lavorare con lei. Ho trovato una perla rara. Il suo ruolo era difficilissimo, non solo perché doveva fingere una disabilità, ma anche per l'ambivalenza che derivava dalla situazione: "Si tratta di mascherare sin dall'inizio la consapevolezza che lui sta mentendo". Alexandra è una lavoratrice indefessa che non si lamenta mai, è incredibile. Ha dovuto imparare a giocare a tennis stando seduta su una sedia a rotelle. Ha imparato a suonare il violino. Ammiro il suo entusiasmo, ama il suo lavoro e si comporta come se niente fosse scontato, riesce a rendere tutto piacevole.


E' sempre più complicato ridere di tutto e di tutti. Hai mai pensato che questo progetto potesse essere rischioso? Beh, il pensiero mi è passato per la mente, certo. Oggi, qualunque cosa dici, rischi di prenderle. Verbalmente, intendo... sui social. Sinceramente, però, l'apprensione mi è passata presto, perché non c'è una presa in giro gratuita, non c'è malizia in questo film. E, in casi come questo penso che, sì, si può ridere di tutto. Inoltre, il personaggio che si copre di ridicolo non è Florence, ma Jocelyn.


Come definiresti Franck il regista? Conosce la paura, come tutti gli attori. Ha i suoi dubbi, che secondo me è una cosa essenziale, perché la gente troppo sicura di sé finisce col fare danni. Quando termina una scena, ti chiede: "Ti è piaciuta? Andava bene?". Cerca rassicurazione, è logico. Come regista è molto attento verso gli altri, verso tutti i suoi collaboratori. E' meticoloso, non lascia niente al caso, ma è anche molto generoso, anche troppo, a volte. All'inizio delle riprese era completamente assorbito dalla regia, e mi sono resa conto che stava trascurando il suo ruolo di attore. Gli ho detto: "Franck, smettila di concentrarti solo su di noi, pensa anche a te stesso". Naturalmente, ha capito subito.


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Tutti in piedi è il film di Franck Dubosc, famoso attore francese che si è messo in gioco passando alla regia e girando una pellicola che parla di disabilità senza pietismo. Dubosc ha scelto per se stesso il ruolo principale, proponendo per quello della protagonista l'attrice Alexandra Lamy, molto conosciuta in patria e molto bravissima. Tutti in piedi è una commedia divertente e romantica, originale e fresca.


Franck Dubosc è stato bravo a scrivere e interpretare un personaggio insopportabile ma anche simpatico come Jocelyn che dà voce a tutti i pregiudizi sulle disabilità in genere e motorie in particolare. Tuttavia è la Florence di Alexandra Lamy a lasciare il segno nel film. Perchè? Perché Florence parla del suo handicap senza tabù e dipinge la sua condizione fisica senza buonismo e con grande lucidità. Chi è finito in sedia a rotelle dopo un incidente è diverso da chi ha mantenuto intatte le proprie capacità motorie? Sì lo è, fa una vita diversa, ha vissuto un'esperienza diversa.


Può essere più difficile per una persona in sedia a rotelle avere una relazione e trovare un uomo o una donna che lo guardi senza pregiudizio, pena o pietà? Sì, lo è. Queste sono le "verità" che il personaggio di Florence ci racconta, affermazioni scomode e non facili da fare, ma che con grande franchezza vengono vissute, affrontate e accettate da questa donna che non ha comunque voglia di piangersi addosso, ma è cosciente di vivere in una situazione che non è comune alla maggior parte delle persone. Se, insomma, Jocelyn dà voce a tutti o a molti dei nostri pregiudizi sull'handicap e fa domande che ci sentiremmo imbarazzati a fare, Florence ci offre risposte sincere e schiette. Tutti in piedi, malgrado i temi difficili che affronta, riesce a mantenere un ritmo e una leggerezza tipiche della commedia, regalandoci un film ricco di suggestioni e messaggi sui quali riflettere con un sorriso.


Tutti in piedi esce in sala giovedì 27 settembre 2018 distribuito da Vision Distribution. E' un film perfetto per una serata in famiglia, con gli amici e in coppia: insomma, andatelo a vedere!


Tutti in piedi e uscito nelle sale il 27 settembre, diretto, sceneggiato, interpretato e prodotto da Frank Dubosc, con Alexandra Lamy, Gerard Darmon, Elza Zylberstein. Distribuito da Vision Distribution.


Tutti in piedi (Titolo originale Tout le monde debout) è un film di genere Commedia diretto da Franck Dubosc. Con nel cast Franck Dubosc, Alexandra Lamy, Elsa Zylberstein, Gérard Darmon, Caroline Anglade, Laurent Bateau, Claude Brasseur, François-Xavier Demaison, Léticia Belliccini, Christophe Canard. In uscita nei cinema in Italia giovedì 27 settembre 2018.


Guido Rosselli, capitano della Virtus Segafredo 2017/2018, intervistato dai conduttori di Tutti in piedi per le VNere, il programma radio del Vecchio Stile in onda tutti i mercoledì, dalle 18 alle 19, su Punto Radio.


Anche l'Università degli Studi di Teramo aderisce a "M'illumino di meno", la giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico, lanciata per il quattordicesimo anno consecutivo da Caterpillar, il programma di Radio2 in onda tutti i giorni dalle ore 18.30 alle 20. Entro il 23 febbraio 2018, giorno di M'illumino di Meno, il progetto vuole simbolicamente raggiungere la Luna a piedi e sono 555 milioni di passi. L'invito è spegnere le luci e andare a piedi: una marcia, una processione, una ciaspolata, una staffetta, una maratona o una mezza maratona, un ballo in piazza o un pezzo di strada dietro alla banda musicale del paese. 041b061a72


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